Equovento Onlus si racconta!

L’inizio del 2015 l’ho passato in Iran. Seduta sui tappeti in un giardino interno di un palazzo di Esfahan Valeria di Roma mi racconta di suo figlio Carlo che ha fondato insieme a tre amici Equoevento Onlus.

Raccolgono le eccedenze alimentari dagli eventi e le portano alle mense dei poveri.

E’ un’idea talmente semplice che le chiedo, ma non viene già fatto?
No, non viene fatto.

La gestione dell’alimento cucinato, in linea con la normativa Haccp è tutt’altro che scontata. La Onlus copre proprio questo segmento di lotta allo spreco. La mia vita professionale mi ha fatto vivere diversi eventi, conosco bene i numeri delle cene di gala e la mole di cibo che viene gestita in queste situazioni.
La semplicità dell’idea mi colpisce così tanto che le dico, se per caso i ragazzi di Equoevento volessero aprire a Torino, fammi chiamare. Magari posso dare una mano.

Ed è così che ho conosciuto Carlo, Giulia e Francesco, tra diversi viaggi Roma – Torino per lavoro e ore di skype call. Da quella tazza di tè iraniano le coincidenze e gli incastri di vite si sono susseguiti velocemente.

Continua a leggere

Insieme per il Futuro del Bambini – ANPIL onlus

Sono di ritorno dalla Repubblica Democratica del Congo e con queste poche parole vorrei trasmettervi le numerose sensazioni e sentimenti che ho provato durante il mio soggiorno a Kinshasa.
É stata un’esperienza straordinaria, sono appena tornato, ma il cuore è ancora tra i bambini che ho conosciuto che ci hanno accolto con gioia, felici di sapere che c’è qualcuno che – da qualche parte nel mondo – pensa a loro, crede in loro, dandogli la speranza di un futuro migliore.
Da un’esperienza del genere torni che non sei più la stessa persona. Mentre guardavo fuori dal finestrino dell’aereo, mi sono reso conto che non soltanto l’attività di ANPIL è importante, ma che fare del bene è uno degli obiettivi a cui tutti dovrebbero tendere.
In Congo, come negli altri Paesi che sosteniamo, c’è una situazione di gravissima povertà. Non c’è l’acqua potabile e avere una casa – se di casa si po’ parlare, riferendosi a una baracca di latta, le cui condizioni igieniche non sto a descrivervi – è un lusso.
Ma torniamo al mio viaggio, era un po’ di tempo che pensavo di andare di persona in uno dei paesi in cui ANPIL onlus è impegnata per sostenere dei bambini e la loro formazione.
A Kinshasa ho incontrato tante persone, oltre ai bambini che aiutiamo: i Fratelli delle Scuole Cristiane che con tanta dedizione gestiscono i nostri fondi, gli insegnanti della Scuola St. Georges, impegnati in un compito per niente facile, ma soprattutto, i “nostri ragazzi” e alcuni dei loro nuclei familiari.
L’accoglienza è sempre stata entusiastica. Tutti ci hanno ringraziato per quel facciamo. Perché li aiuta a vivere. Come vi dicevo, è conoscendoli di persona che ho toccato con mano il valore e l’importanza di quello che l’Associazione fa per loro.
In collaborazione con i nostri referenti locali, abbiamo organizzato una grande festa, dove erano presenti i bambini della scuola Saint George e molti dei loro familiari. É stato un bellissimo momento per noi, ma soprattutto per loro che di occasioni di festeggiamento non ne hanno molte.
Ho incontrato anche Paul, oggi 23 enne, studente universitario di successo, che la nostra Associazione sostiene dai tempi dell’orfanotrofio. Non nego di essermi emozionato nel parlare con lui, un ragazzo così serio, coscienzioso, riconoscente di tutte le opportunità che ANPIL è riuscita a dargli.
Paul ha tanta voglia di imparare e la tipica curiosità dei suoi anni, studiare per lui significa poter conoscere il mondo (almeno sui libri), aprire la mente, soddisfare la sua curiosità e rendersi conto che la città in cui vive non è che una parte piccolissima di un mondo molto più vasto, complesso, in continuo sviluppo e movimento.
Smettere di apprendere vorrebbe dire condannare Paul a far coincidere i confini della sua curiosità e della sua mente con quelli del suo paese: bellissimo, ma limitato.
Penso allora a quanti studenti in Italia non si rendono conto della fortuna che hanno. Possono, anzi devono, andare a scuola! E l’istruzione è un diritto stabilito dalla legge!
Purtroppo “l’andare a scuola” viene considerato da noi come una delle tante abitudini o routine che riempiono la nostra vita. Invece dovremmo considerarlo un “dono” che si rinnova ogni giorno e dovremmo apprezzare di più questa grande conquista della scolarizzazione!
Anche la Repubblica Democratica del Congo ha diritto allo stesso sviluppo e a raggiungere lo stesso livello di benessere che oggi abbiamo in Italia.
La strada per arrivarci passa dall’Istruzione e dalla scuola.
Per questo motivo ANPIL onlus è in prima linea promuovendo, da oltre 20 anni, Progetti di Inclusione e Integrazione scolastica, permettendo a tanti bambini, non solo in Congo, di entrare in una classe, sedersi dietro un banco e imparare a “crescere”.
Il futuro del Congo è nelle mani di tanti giovani, che hanno il diritto di sperare in un in futuro migliore.
Vivendo questa esperienza sul campo mi sono reso conto di quanto sia importante per questi bambini frequentare una scuola sicura ed accogliente!
ANPIL onlus ha in cantiere diversi progetti per migliorare i luoghi dove i ragazzi studiano. ANPIL considera questi Progetti di Sviluppo come processi di crescita che hanno l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle persone alle quali sono rivolti.
Affinché questo sia possibile è necessario che i beneficiari siano coinvolti direttamente e che i risultati ottenuti siano sostenibili nel tempo.
A questo scopo i Progetti devono essere basati sulla partecipazione attiva dei beneficiari. Le persone, indicando i propri bisogni, diventano i veri protagonisti del processo di sviluppo.
In questo modo è possibile garantire l’autodeterminazione delle persone, un intervento sensato e la nascita di dinamiche virtuose che garantiscano un processo sostenibile nel tempo.
L’obiettivo importante di queste azioni è realizzare infatti un miglioramento che permetta ai beneficiari di vedere affermata la propria dignità come esseri umani, il loro diritto allo sviluppo e all’autodeterminazione.
Intervenire per lo sviluppo richiede di instaurare un lungo processo di crescita equo e sostenibile, ma sappiamo che con il vostro aiuto riusciremo a raggiungere ogni obiettivo… piccoli gesti rendono tutto possibile!

Associazione ANPIL onlus
www.anpil.org

La solitudine dell’abbandono non esisterebbe più

Conosco il mondo dell’autismo da non molto…ho visto anch’io quel film, che racconta di uno di loro, Ray man con Dustin Hoffman. Ma nonostante la bella storia per molti rimane comunque una sindrome poco conosciuta: il loro codice di comunicazione è “semplicemente” diverso dal nostro ma non è vero che non provano emozioni, sentimenti o che siano totalmente incapaci di relazioni e comunicazioni. Non è vero che sono indifferenti o pericolosi: faticano molto a gestire ”fluidamente” quel complesso mondo di emozioni, simboli, cognizioni e percezioni che caratterizza attimo dopo attimo il nostro esistere. Le persone con autismo desiderano avere un contatto con noi ma non dispongono delle abilità necessarie per riuscire a stabilirlo, e allora chi queste abilità le possiede deve costruire quei ponti attraverso i quali è possibile incontrarsi e condividere le esperienze della vita. Questa è la mia sfida…ma lo è anche di chi, prima e più di me, per dare un futuro ai suoi bambini , che oggi sono uomini, ha avuto il coraggio, di combattere con determinazione e costanza i pregiudizi su una malattia che spaventa per l’imprevedibilità dei comportamenti ma soprattutto perché la si conosce poco e …..quel che non si conosce sappiamo che fa paura! Ma gli ottimi risultati ottenuti dalle diverse esperienze di vita vera , dai camp estivi in una struttura pubblica al viaggio in Sicilia, dall’aiuto nella conduzione di un pattino dromo alla loro costante presenza nelle attività lavorative di un centro sportivo, ci danno la forza per continuare questa nostra avventura e di sostenere che la vera inclusione sociale è fatta di queste occasioni, che se giustamente valorizzate possono diventare volano per accrescere la loro autonomia lavorativa e per sperare in un futuro di vita indipendente.
E’ una sfida che richiede energia, tempo, impegno e dedizione ma che affrontiamo quotidianamente grazie a chi crede nel nostro progetto e perchè nonostante siano “ragazzoni” forti e che possano sembrare pericolosi, sono anche anime pure, intatte, spesso spaventate e indifese alla mercè di un mondo che, anzichè prendersene cura, li relega ad una vita chiusa, senza opportunità, segnata dalla nascita. Ma se riesci a stabilire un “contatto”, puoi solo rimanere affascinata dalla loro magia … dal loro “mondo”.
Non è semplice… ma grazie a chi fino ad oggi ci ha sostenuto, abbiamo costruito le fondamenta di un progetto e vogliamo ancora fantasticare, pensando e sperando che quel ponte tra noi e loro non diventi l’ennesima opera incompiuta figlia di funzionari pubblici e politici ottusi. Speriamo e vogliamo che questo progetto possa diventare il vero e giusto mezzo per concretizzare il desiderio di una solidale convivenza dove ogni pensiero diventa importante e i sentimenti scorrono liberi e sinceri.
La solitudine dell’abbandono non esisterebbe più.