Mariella Falsini, Presidente dell’Associazione, presenta Perle Onlus

Perle nacque nel 2004, da un dolore terribile, ma con la consapevolezza che sia possibile fare qualcosa, quel qualcosa che all’epoca in pochi riuscivano a trovare, non foss’altro che il semplice ascolto e la comprensione.

Perle perché lo avevo promesso ad alcune ragazze affette da DCA e conosciute nella struttura dove mia figlia aveva subito diversi ricoveri.
Queste ragazze avevano “costruito” un giornalino, e nella pagina iniziale di questo giornalino c’era disegnata una conchiglia con la scritta “ quelli che cambiano”.
Perle perché ogni persona è una gemma preziosa, unica … e le persone affette dai Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono come perle: chicchi di sabbia che si trasformano in pietre preziose dopo che hanno ricevuto amore, aiuto, comprensione, rispetto, fiducia da parte di tutti … e percorsi assistenziali reali e appropriati.
Sia per le creature che ne soffrono che per i loro familiari.
Ad oggi siamo ancora al fianco dell’AUSL9 area vasta e più che mai continuiamo a lottare.
Ad oggi abbiamo formato con spese a nostro carico in totale circa 55 tra volontari e operatori, di cui 20 hanno conseguito il master sui DCA a Todi.
Ad oggi organizziamo convegni, corsi di formazione, corsi di prevenzione nelle scuole, corsi di sensibilizzazione e….accogliamo persone che chiedono aiuto e i loro familiari, tutti i giorni, senza mai mancarne uno.
Ad oggi è più vicino il traguardo per il centro residenziale.
I lavori sono iniziati il 5 settembre 2016.

Mariella Falsini
Presidente Perle Onlus

La Stravaganza Onlus si racconta

Spesso si parla di magia del teatro, di magia del palcoscenico… beh, nessuno, quanto noi, può dire quanto questa magia sia vera.

Quando ci esprimiamo di corsa, diciamo che facciamo teatro “con i disabili”.

E’ un’affermazione che si avvicina alla realtà, ma non è sicuramente precisa.

Certo, facciamo laboratori teatrali a cui hanno accesso persone portatrici di diversi tipi di disagio (psichico, psicofisico e sociale), ma non esiste di fatto una netta divisione tra chi è “ufficialmente” definito in quel modo e chi non lo è.

La nostra associazione (che si è avvalsa della genialità di Denis Gaita e ora continua nel proprio meraviglioso percorso grazie allo splendido lavoro di Sebastiano Filocamo) ha attraversato diverse fasi e momenti storici e noi scegliamo di parlare di quest’ultimo momento: quello che stiamo ancora vivendo.

Il tutto è iniziato con De Andrè.

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Racconti da Puttaparthi

Novembre 2016. Puttaparthi. Arriviamo in auto alla scuola dove studiano i nostri ragazzi. Ci stanno aspettando. Siamo circondati da un calore indescrivibile. La loro gioia è palpabile! I loro occhi ed i loro sorrisi non lasciano dubbi. Ci lasciamo avvolgere dal loro affetto. È un’emozione davvero speciale! Purtroppo la scuola pubblica in India non è nelle condizioni di dare un’istruzione adeguata: devono imparare tre lingue ufficiali: l’inglese, il telegu e l’urdu con tre alfabeti diversi! E loro hanno la consapevolezza che solo studiando potranno sperare di avere una vita diversa dai loro genitori. Vedono i loro amici o fratelli più grandi, che abbiamo già aiutato a laurearsi (ingegneri, medici, informatici), gratificati nel loro lavoro, sia economicamente che per la qualità di vita che adesso conducono, e vogliono seguire il loro esempio. Così ci trasmettono tutta la loro gratitudine con quei grandi occhioni neri e quei bianchi sorrisi che dicono di più di mille parole! Non si rendono conto che è tanto di più quello che riceviamo da loro, rispetto a quello che facciamo! Le loro preghiere ed il loro affetto ci accompagnano al rientro in Italia.
E poi c’è Ganga, un omino di poco più di un metro e cinquanta, di meno di quarant’anni anche se ne dimostra più di sessanta, chino sotto il peso delle valigie dei pellegrini e dei turisti che da più di vent’anni aiuta, fiducioso nelle loro mance, che ci fa conoscere sua figlia, una ragazzina di sedici anni che adora l’inglese, che ama leggere ed ormai conosce a memoria quei pochi libri che suo papà è riuscito a comprarle, che vorrebbe diventare medico, ma purtroppo non osa nemmeno sognarlo. Eppure il papà ci spera ancora e ci porta alla scuola che la figlia dovrebbe abbandonare se non trova degli sponsors e ci fa parlare con la direttrice e finalmente il suo sogno si realizza: ci impegniamo ad aiutarla fino alla laurea. La ragazza ci abbraccia con tutto il suo affetto e il piccolo grande Ganga piange di gioia.
Ecco, queste sono solo alcune delle emozioni che proviamo quando incontriamo annualmente i nostri ragazzi, li vediamo crescere, diventare adulti, incominciare nuove vite, grazie all’aiuto di tutti i benefattori che hanno fiducia in noi.

Fai sorridere un bambino onlus